Pubblicazioni
Nr. 10/2018 - Occupazione e nascite
Il nuovo numero di Mercato del lavoro news di ottobre cerca di individuare l’influenza dell’occupazione sulle nascite. In pratica, si tratta di capire se le donne che lavorano nel pubblico abbiano più figli rispetto a quelle che lavorano nel settore privato e se esse, nella pianificazione di una gravidanza, cerchino in modo mirato un’occupazione a tempo indeterminato nel servizio pubblico.
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Nr. 9/2018 - Tirocini estivi stabili
Nell'estate 2018 sono stati autorizzati 6.389 tirocini estivi, un altro nuovo record di tirocinanti estivi. Tra tirocini estivi e altre forme di occupazione (nella maggioranza dei casi apprendistato) più del 40% dei giovani in provincia ha fatto un'esperienza di lavoro nei mesi estivi.
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Nr. 8/2018 - Il tasso di disoccupazione: un confronto in Alto Adige
A metà giugno 2018 l'ISTAT ha pubblicato il tasso di disoccupazione ufficiale, che l’ ASTAT solitamente pubblica solo a livello provinciale o per Bolzano, per la prima volta e per gli ultimi dodici anni a livello di piccole aree. Nella media pluriennale dal 2006 al 2017 il tasso di disoccupazione ufficiale in Alto Adige è stato del 3,3%. Nelle piccole aree il tasso nel medesimo periodo di tempo è oscillato dal 2,7%nella Val Passiria al 4,2% nella Bassa Atesina.
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Nr. 7/2018 - Professioni accademiche e para-accademiche in Alto Adige
Circa il 18% (36.200) dei 202.000 dipendenti occupati complessivamente nel 2017, ha esercitato una professione accademica o para-accademica (per la definizione si legga la nota finale). Nel settore pubblico la loro quota rispetto al totale degli occupati (50%) è di gran lunga superiore rispetto a quella nel settore privato (7%). Vi sono altresì differenze per sesso, cittadinanza,luogo di lavoro e settore economico.
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Nr. 6/2018 - Diplomati delle scuole superiori sul mercato del lavoro
Il diploma di una scuola superiore costituisce per molti giovani solo un obiettivo intermedio nel loro percorso formativo. Su 100 diplomati alle scuole superiori, circa 60 si iscrivono a un’università, posticipando così l’ingresso nel mondo del lavoro. Nell’inverno successivo al conseguimento della maturità, solo circa un quarto dei neodiplomati lavora come dipendente nel mercato del lavoro locale. Nei mesi successivi questa percentuale cresce lentamente, raggiungendo quattro anni e mezzo dopo la maturità circa il 40%, e otto anni e mezzo dopo circa il 55%, un livello sul quale la percentuale sembra stabilizzarsi.
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