Pubblicazioni
Nr. 8/2016 - Per la prima volta più di 6 mila tirocini estivi
Nell'estate 2016 sono stati autorizzati 6.056 tirocini estivi: un nuovo record di tirocinanti estivi. Appena due anni fa - grazie all'introduzione delle nuove regole - si superava per la prima volta la soglia di 5.000 tirocini estivi; quest'anno i giovani cui è stata data l’opportunità di avere un primo contatto con il mondo del lavoro sono ben 1.000 in più di allora.
Download
Nr. 7/2016 - I frontalieri dell'Alta Val Venosta: una panoramica
Andare a lavorare in Svizzera, per gli abitanti dell'Alta Val Venosta, fa parte di una lunga tradizione legata sia alle scarse opportunità lavorative in valle sia all'interessante divario disalario. Benché il tema dei frontalieri venostani faccia frequentemente parte dell'agenda politica e sociale, non si dispone di statistiche sistematiche sul fenomeno che riguarda attualmente 1.000-1.500 lavoratori dipendenti, ovvero quasi un quinto dei lavoratori dipendenti residenti in Alta Val Venosta, conpunte oltre il 30% in alcune frazioni e, soprattutto, a Tubre. Attualmente i frontalieri sonotra il 50 e il 70% in più rispetto al periodo 2000-2005, quando venne raggiunto il livello minimo dal 1990 ad oggi.
Download
Nr. 6/2016 - I principali indicatori del mercato del lavoro nel contesto europeo
In provincia di Bolzano il tasso di occupazione nella fascia compresa tra i 20 e i 64 anni di età nel 2015 è stato del 76,7% e da quattro anni è pressoché immutato. L’obiettivo del 75% posto dall’UE per tutto il territorio europeo, che dev’essere raggiunto entro il 2020, non è mai stato un obiettivo per la provincia di Bolzano, essendo già stato raggiunto nel 2008. Nell’estate del 2013 nell’ambito del Piano pluriennale per le politiche del lavoro la Giunta Provinciale di Bolzano ha pertanto definito per la prima volta un obiettivo provinciale: entro il 2020 l’80% della popolazione tra i 20 e i 64 anni di età della provincia di Bolzano dovrà risultare occupato.
Download
Nr. 5/2016 - Patto per l'apprendistato 2015-2018: Un primo bilancio
Il patto per l’apprendistato per la promozione dell’apprendistato tradizionale in provincia di Bolzano è stato stipulato un anno fa per un periodo di validità di tre anni. Oltre all’obiettivo di incrementare la qualità della formazione duale, l’intento è soprattutto quello di mantenere lo stesso numero di apprendisti del 2014 (all’epoca erano occupati mediamente 3.530 apprendisti) e possibilmente di raggiungere un aumento del cinque percento, ovvero le 3.700 unità.
Download
Maggio - ottobre 2016
Un ottimo semestre - Occupazione: la ripresa prosegue con +2,8% - Il numero di disoccupati iscritti cresce per motivi normativi e amministrativi - Un nuovo centro commerciale a Merano e l’automotive a Brunico creano nuove opportunità lavorative - Stagionali agricoli in forte calo - Edilizia in crescita, per la prima volta dal 2007 anche nel comparto non artigianale - Crescita diffusa nel settore manifatturiero trainata dall’export - Prosegue la ripresa occupazionale nel commercio - Occupazione nel turismo continua a “tirare” - Continua la ristrutturazione del settore finanziario – Altri servizi privati sempre in crescita - Forte aumento dell’occupazione regolare nel settore domestico - Il settore pubblico cresce debolmente, ma con meno precari nella scuola e nel sociale - L’occupazione maschile continua a crescere in tutti i settori, tranne che nel pubblico e in agricoltura - Occupazione femminile: continua l’andamento positivo - Occupazione giovanile sale; aumenta il lavoro estivo grazie ai tirocini - Invecchiamento del mercato del lavoro: più di un lavoratore dipendente su quattro ha oltre 50 anni - Occupazione straniera beneficia della ripresa - La crescita porta contratti a tempo determinato, il Jobs Act contrasta il calo di quelli a tempo indeterminato - Apprendistato tradizionale sostanzialmente invariato - Lavoro interinale supera quota mille - Prosegue il calo del lavoro a chiamata - Continua il ridimensionamento del lavoro parasubordinato
Download
Novembre 2015 - aprile 2016
Chiari segnali positivi - Occupazione: la ripresa prosegue con +2,4% - Numero di disoccupati iscritti in leggero calo - Centro commerciale a Bolzano crea nuove opportunità; dubbi sul futuro di SunEdison e Solland Silicon - Stabile il numero degli occupati in agricoltura - Edilizia in crescita per la prima volta da nove anni - Crescita diffusa nel settore manifatturiero trainata dall’export - Commercio in forte ripresa - Grandi soddisfazioni dalla stagione turistica invernale - Settore finanziario in calo a causa di prepensionamenti – Gli altri servizi privati in crescita - Aumenta l’occupazione regolare nel settore domestico - Il settore pubblico cresce debolmente, ma con meno precari - L’occupazione maschile cresce in tutti i settori tranne che nel pubblico e in agricoltura - Buon semestre per l’occupazione femminile - L’occupazionale giovanile torna a crescere, per la prima volta dall’inizio della crisi - Invecchiamento del mercato del lavoro: più di un lavoratore dipendente su quattro ha oltre 50 anni - Occupazione straniera beneficia della ripresa - Chiara crescita dei contratti a tempo indeterminato, grazie al Jobs Act - Apprendistato tradizionale in leggero aumento - Lavoro interinale stabile - Prosegue il calo del lavoro a chiamata - Notevole ridimensionamento del lavoro parasubordinato
Nr. 4/2016 - Jobs Act: un secondo bilancio intermedio
Il primo resoconto sugli effetti del Jobs Act sulle statistiche dell'occupazione (vedasi News 11/2015 e 12/2015) ha evidenziato soprattutto un importante travaso dal lavoro a tempo determinato a quello a tempo indeterminato a tutele crescenti. Tale fenomeno è stato stimolato dalla cosiddetta "decontribuzione", riservata ai lavoratori che nei sei mesi precedenti l'assunzione o la trasformazione non avevano avuto alcun rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Questo aggiornamento sul tema, oltre a mostrare l'impennata nel mese di dicembre – dovuta al fatto che da gennaio 2016 in poi ibenefici per l'impresa si sarebbero ridotti notevolmente – verifica come la stabilità di queste assunzioni e trasformazioni (stimolate unicamente dai vantaggi economici) risulta per alcuni gruppi di lavoratori migliore e per altri inferiore rispetto a quanto osservato in passato, quando il criterio su quale contratto offrire al lavoratore non era influenzato da una riduzione dei costi contributivi. Più in generale si mostra come non vi sia stato un miglioramento complessivo nella stabilità dei contratti stipulati durante il 2015.
Download